Bollo sulle fatture elettroniche: come leggere gli elenchi A e B
Che cosa contengono gli elenchi A e B dell’Agenzia e quali controlli fare prima di confermare l’imposta di bollo sulle fatture.

Gli elenchi A e B aiutano a controllare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche. Non sono due tipi di fattura: raccolgono documenti secondo criteri diversi e richiedono una lettura attenta prima del versamento.
La differenza essenziale
La guida dell’Agenzia delle Entrate al bollo sulle fatture elettroniche spiega che l’elenco A contiene i documenti nei quali è già stato indicato l’assolvimento del bollo e non è modificabile. L’elenco B raccoglie fatture per le quali, in base ai dati elaborati dall’Agenzia, il bollo potrebbe essere dovuto pur non risultando indicato: questo elenco è modificabile.
La presenza nell’elenco B richiede quindi una verifica del trattamento, non un’accettazione automatica e nemmeno una rimozione indiscriminata.
Quali documenti controllare
Apri la fattura e verifica natura dell’operazione, importi ed eventuali esclusioni. Il solo totale non basta a spiegare ogni caso. Se il trattamento è incerto, prepara il riferimento del documento e la ragione del dubbio per il commercialista.
La guida precisa anche il criterio temporale con cui vengono considerati i documenti nel trimestre: non bisogna ricostruire l’elenco usando soltanto la data scritta sulla fattura. Consegna e messa a disposizione possono incidere sull’attribuzione.
Un controllo pratico in quattro passaggi
Confronta gli elenchi con le fatture che hai gestito.
Segna le posizioni da approfondire, senza modificare tutto in blocco.
Concorda con lo studio il trattamento dei casi dubbi.
Conserva un riepilogo delle verifiche e controlla importo e scadenza aggiornati nel servizio.
Se lavori con molti documenti, usa una lista con numero fattura, data, elenco di provenienza, motivo del controllo ed esito. In questo modo puoi riprendere il lavoro senza riesaminare ogni volta gli stessi casi.
Non confondere controllo e pagamento
Avere verificato gli elenchi non equivale ad avere effettuato il versamento. Nel tuo scadenzario tieni separati i passaggi “da controllare”, “importo definito” e “pagamento verificato”. Per le date dell’anno in corso consulta il calendario applicabile, senza riutilizzare automaticamente quello di una guida precedente.
Con tasse e scadenze in ammodo puoi mantenere visibile l’impegno organizzativo. La qualità del controllo dipende comunque dai dati della fattura e dal trattamento fiscale corretto, non dalla sola presenza del promemoria.
