Concordato preventivo biennale 2026-2027: cinque domande prima di decidere
Quali dati e simulazioni chiedere al commercialista prima di valutare una proposta di concordato per il biennio 2026-2027.

Il concordato preventivo biennale 2026-2027 merita una valutazione sui numeri della propria attività. La presenza di una proposta non dimostra, da sola, che aderire sia conveniente o che tutti i requisiti siano soddisfatti.
Qual è il riferimento per il nuovo biennio?
Il decreto MEF dell’11 maggio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 maggio, approva la metodologia relativa al biennio 2026-2027. È un riferimento per la costruzione della proposta, non una valutazione individuale della sua convenienza.
La decisione richiede la verifica della posizione concreta e della disciplina applicabile. Prima di discutere un possibile risparmio, chiedi quindi allo studio se puoi accedere e quali condizioni devono restare soddisfatte.
I dati di partenza sono corretti?
Fai controllare i dati utilizzati per elaborare la proposta. Documenti mancanti, attività classificate in modo incoerente o componenti particolari non chiarite possono rendere poco utile il confronto economico.
Prepara un elenco delle variazioni reali dell’impresa: clienti persi o acquisiti, cambiamenti nei costi, investimenti previsti e modifiche dell’attività. Non limitarti al totale del fatturato dell’anno precedente.
Che cosa succede nei diversi scenari?
Chiedi una simulazione con ipotesi esplicite. Uno scenario di crescita, uno stabile e uno meno favorevole aiutano a capire quanto la valutazione dipenda dalle previsioni.
Per ciascuno, fai distinguere gli effetti fiscali dalle necessità di cassa. Un risultato teoricamente favorevole può comunque richiedere disponibilità in momenti in cui i clienti non hanno ancora pagato.
Quali condizioni possono cambiare il risultato?
Domanda quali eventi incidono sull’accordo e quali obblighi restano. Fai indicare allo studio le condizioni di esclusione, cessazione o decadenza pertinenti al tuo caso, evitando di usare riassunti generici come checklist definitiva.
È utile conservare insieme proposta, simulazioni e motivazioni della scelta. Se in seguito cambia l’attività, potrai confrontare il nuovo scenario con le ipotesi originarie.
Chi esegue e verifica l’adesione?
Concorda responsabilità, termine applicabile e riscontro dell’eventuale trasmissione. Una decisione condivisa verbalmente non equivale alla procedura completata. Chiedi una conferma documentata e archiviala.
La collaborazione con il commercialista in ammodo può facilitare la raccolta dei dati da discutere. La scelta resta da compiere sul caso concreto: il gestionale prepara le informazioni, mentre l’analisi fiscale deve confrontare proposta, requisiti e prospettive reali.
