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Contributi INPS artigiani e commercianti 2026: cosa controllare

Aliquote 2026, minimale e contributi sul reddito eccedente: i punti da distinguere prima di leggere importi e scadenze.

Scena illustrativa: un artigiano controlla il prospetto dei contributi.

Per il 2026 l’INPS indica aliquote del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti. Questi numeri sono un punto di partenza, ma non permettono da soli di ricavare quanto deve versare una singola persona.

La fonte per l’anno 2026

La comunicazione INPS del 9 febbraio 2026 richiama la circolare n. 14 e riporta le aliquote delle due gestioni. Per i commercianti la differenza comprende la contribuzione aggiuntiva dello 0,48%. Sono inoltre previste componenti e regole specifiche che richiedono il calcolo completo.

Per questo non è corretto moltiplicare semplicemente gli incassi del mese per l’aliquota e considerare il risultato un importo definitivo da pagare.

Minimo e reddito eccedente sono voci diverse

Nel controllo degli importi occorre distinguere la contribuzione legata al minimale e quella riferita al reddito eccedente. La scheda INPS sulle aliquote dei commercianti rinvia alla circolare annuale per minimali, quote, limiti e agevolazioni.

L’appartenenza alla gestione, il periodo di iscrizione e le condizioni personali sono quindi informazioni indispensabili. Le regole non vanno estese automaticamente a professionisti iscritti alla Gestione Separata o a casse professionali.

Che cosa chiedere allo studio

Fatti consegnare un prospetto che identifichi la gestione e distingua gli importi per natura e periodo. Se sono applicate riduzioni, chiedi quale requisito le giustifica e se servono domande o verifiche ulteriori.

Una tabella utile contiene: voce del contributo, anno di riferimento, importo, scadenza, modello di pagamento e stato del versamento. Tieni separati “calcolato”, “predisposto” e “pagato”: sono passaggi diversi.

Come leggere uno scostamento

Se l’importo cambia rispetto all’anno precedente, non attribuirlo subito a un aumento generale. Potrebbero essere cambiati reddito, periodo, riduzioni o conguagli. Chiedi di riconciliare il nuovo prospetto con i versamenti già eseguiti.

Per il controllo di cassa conta soprattutto conoscere il totale ancora da finanziare e le date effettive. Un pagamento non annotato può farti accantonare due volte; una rata soltanto predisposta può invece sembrare già saldata.

Con tasse e scadenze di ammodo puoi dare ordine ai promemoria, mantenendo come riferimento per gli importi la posizione INPS e il calcolo verificato dallo studio.

Scritto da Redazione ammodo, pubblicato il 7 settembre 2026.Blog

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