Contributi INPS in ritardo: cosa cambia dal 16 settembre 2026
Dal 16 settembre cambiano interessi e sanzioni INPS. Le differenze tra nuove rateazioni, piani già emessi e contributi pagati in ritardo.

Dal 16 settembre 2026 cambiano gli interessi applicati alle dilazioni e ai differimenti dei contributi INPS e alcune misure delle sanzioni civili. Non significa che ogni rata già in corso aumenti: occorre distinguere il tipo di debito, la data della domanda e lo stato del piano.
La novità che entra in vigore oggi
L’INPS ha comunicato la variazione il 14 settembre, richiamando la circolare n. 98 dell’11 settembre 2026 e la decisione della BCE. La decorrenza è il 16 settembre: data della notizia e data di applicazione sono quindi diverse. Fonte: comunicazione INPS.
Per una piccola attività il primo passo è identificare la pratica interessata. Un versamento mensile, una richiesta di rateazione e un avviso ricevuto dall’Istituto non sono documenti intercambiabili. Il loro importo va ricostruito con chi segue la posizione contributiva.
Nuove rateazioni e piani già emessi
Il riepilogo della circolare indica il 4,65% annuo per le nuove dilazioni dal 16 settembre. I piani già emessi e notificati con il tasso precedente non vengono modificati. Per il differimento autorizzato, il nuovo interesse si applica a partire dalla contribuzione relativa ad agosto 2026.
Per l’omissione contributiva ordinaria la sanzione è dell’8,15% annuo. Nel particolare caso di pagamento spontaneo, integrale e in unica soluzione entro 120 giorni, prima di contestazioni o richieste dell’ente, è prevista la misura del 2,65% annuo. Evasione e altre fattispecie seguono regole proprie: queste percentuali non costituiscono un calcolatore universale. Fonte: approfondimento sulla circolare e sulle diverse fattispecie.
Che cosa inviare al consulente
Raccogli il periodo contributivo, la scadenza originaria, l’importo richiesto, le ricevute dei versamenti e gli eventuali messaggi dell’INPS. Se esiste una rateazione, aggiungi la domanda e il piano ricevuto, con le rispettive date.
Una richiesta chiara può essere: «Questo è il piano che abbiamo ricevuto; puoi verificare se resta invariato e se ci sono somme separate da regolarizzare?». È più utile di chiedere di applicare automaticamente la percentuale letta in un titolo.
Per esempio, un negoziante può avere sia un piano già notificato sia un nuovo pagamento mensile da controllare. Mettere i due importi nello stesso riepilogo senza identificarli rischia di nascondere il problema anziché risolverlo.
Come tenere ordinata la previsione di cassa
Nel prospetto interno separa capitale, interessi, sanzioni e totale da pagare, usando gli importi confermati dal professionista. Segna anche chi ha verificato il conteggio e quando. Mantieni una voce distinta per le somme ancora da chiarire, evitando di trattarle come importi definitivi.
Se il punto di partenza è una comunicazione dell’Istituto, trovi un percorso documentale nella guida all’avviso bonario INPS per artigiani e commercianti. Questo articolo riguarda le nuove misure: non sostituisce la verifica della singola posizione.
