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Forfettario a 100.000 euro nel 2027: proposta o novità approvata?

Si torna a parlare di soglia a 100.000 euro. Ecco cosa è ancora un’ipotesi e perché non va confusa con le regole del forfettario già applicabili.

Scena illustrativa generata: una professionista controlla i documenti della propria attività.

La soglia del forfettario a 100.000 euro è tornata nel dibattito sulla manovra 2027, ma non va considerata un aumento già approvato. Alla verifica dell’11 settembre 2026, la notizia riguarda un’ipotesi politica: manca un testo definitivo che stabilisca condizioni e decorrenza.

Da dove nasce la notizia

Il 10 settembre MySolution ha ricostruito il rilancio dell’ipotesi da parte del ministro Giorgetti. Il tema è l’eventuale passaggio dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro nella preparazione della prossima legge di bilancio. La ricostruzione precisa che non c’è ancora una proposta definita da inserire nel disegno di legge.

Questo significa che non sono certi né l’approvazione né l’avvio nel 2027. Non è corretto trasformare un annuncio in una regola da utilizzare già per organizzare le fatture.

Perché oggi si parla già di due soglie

Gli 85.000 e i 100.000 euro hanno funzioni diverse. La circolare 32/E dell’Agenzia delle Entrate, disponibile qui in copia PDF, spiega il limite ordinario per l’accesso e la permanenza e quello che determina l’uscita in corso d’anno.

In sintesi, il superamento di 85.000 euro, senza superare 100.000 euro, comporta l’uscita dall’anno successivo. Oltre 100.000 euro di ricavi o compensi percepiti, la cessazione opera nello stesso anno, con specifici effetti anche IVA. Restano da considerare gli altri requisiti e le cause di esclusione.

La presenza del secondo limite non significa quindi che oggi chiunque possa scegliere il forfettario fino a 100.000 euro.

Fatture emesse e somme rilevanti non sono sempre lo stesso numero

Nel linguaggio comune si parla di “tetto del fatturato”. Per controllare il regime bisogna invece individuare i ricavi o compensi fiscalmente rilevanti e il criterio applicabile alla propria situazione.

Una lista di fatture emesse è utile, ma non sostituisce il controllo degli incassi e delle particolarità del caso. La circolare distingue anche le situazioni di ingresso nel regime e di attività iniziata durante l’anno.

Cosa fare mentre si aspetta

Conviene preparare dati che restano utili qualunque sia l’esito della proposta:

  • un elenco aggiornato di documenti e incassi, con le rispettive date;

  • gli importi ancora da ricevere, separati da quelli già incassati;

  • le operazioni particolari da sottoporre allo studio;

  • una previsione dell’attività da confrontare con le regole effettivamente vigenti.

Non serve modificare il proprio comportamento sulla base di un titolo. Serve poter discutere con il commercialista usando dati ordinati, soprattutto quando ci si avvicina a una soglia.

Quale sarà il prossimo passaggio da verificare

La domanda decisiva sarà se comparirà una disposizione nel testo della manovra, con destinatari e decorrenza precisi. Poi andranno seguiti modifiche parlamentari, approvazione e pubblicazione. Fino ad allora, “forfettario a 100.000 euro nel 2027” descrive un’ipotesi, non un diritto acquisito.

In ammodo puoi organizzare incassi attesi e scadenze. È un aiuto per avere i documenti sotto controllo; la verifica dell’ammissibilità al regime resta una valutazione fiscale distinta.

Scritto da Redazione ammodo, pubblicato il 11 settembre 2026.Blog

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