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Investimenti sostenibili 4.0 nel 2026: compilazione e invio della domanda

Investimenti sostenibili 4.0: compilazione dal 10 settembre e invio dal 6 ottobre. Requisiti e documenti da verificare prima della domanda.

Piano di investimento davanti a un laboratorio, con macchinario e due calendari.

Per il bando Investimenti sostenibili 4.0 del 2026, la compilazione della domanda è aperta dal 10 settembre; l’invio è previsto dal 6 ottobre. Preparare i dati in piattaforma non equivale quindi a presentare la domanda, né a ottenere l’agevolazione.

Le due fasi della domanda

La pagina operativa di Invitalia indica la possibilità di compilare dalle ore 12 del 10 settembre e di inviare dal 6 ottobre. Possono procedere il legale rappresentante o un delegato censito secondo le istruzioni della piattaforma. Servono identità digitale, firma digitale e PEC; al termine della compilazione va conservato il codice rilasciato. Fonte: Invitalia, presentazione della domanda.

Questa è una guida pubblicata il 14 settembre su una fase già aperta, non l’annuncio di un nuovo sportello partito oggi. Il periodo prima dell’invio è utile per controllare i dati dell’impresa e la coerenza del progetto.

Quali imprese possono valutare il bando

La misura si rivolge a micro, piccole e medie imprese con sede in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. La pagina dedicata ai destinatari richiede, fra l’altro, contabilità ordinaria e almeno due bilanci approvati e depositati, oppure due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone. Sono previsti ulteriori requisiti di regolarità e cause di esclusione: operare in una delle regioni indicate non basta. Fonte: Invitalia, destinatari e requisiti.

Prima di dedicare tempo alla compilazione, chiedi a chi segue il progetto una verifica preliminare su impresa, attività e investimento. Non trattare la misura come un contributo automatico per qualsiasi acquisto aziendale.

Piano d’investimento, fatture e novità documentali

Invitalia segnala tre novità del 2026: il riferimento ad ATECO 2025, il requisito di regolarità assicurativa contro eventi catastrofali quando applicabile e la rappresentazione di beni, caratteristiche e costi nel piano d’investimento, senza preventivi da allegare alla domanda. Le spese saranno verificate in erogazione attraverso le fatture. La copertura indicata può arrivare al 75% delle spese ammissibili mediante contributo in conto impianti e finanziamento agevolato: non è interamente fondo perduto. Fonte: scheda ufficiale del bando.

L’assenza dei preventivi fra gli allegati non elimina la necessità di stimare seriamente i costi. Per il lavoro interno, conserva le offerte ricevute e collega ogni voce a una motivazione: cosa acquisti, quale problema risolve e come si inserisce nel progetto.

Come organizzare il lavoro senza confondere gli stati

Prepara un elenco con cinque colonne: documento, responsabile, versione, controllo effettuato e attività ancora aperta. Se due persone lavorano sul progetto, questa tabella evita che una vecchia versione venga scambiata per quella definitiva.

Distingui poi «in preparazione», «compilata», «inviata» ed «esito ricevuto». Per esempio, una domanda completa nei contenuti può essere ancora in attesa della verifica del rappresentante. Segnalarla come già presentata rende difficile capire quale passaggio manchi.

Anche nella previsione di cassa, separa il costo del progetto dal beneficio richiesto: una domanda non costituisce liquidità disponibile. Per impostare il confronto sui numeri e sui documenti, leggi la guida ammodo alla collaborazione con il commercialista.

Scritto da Redazione ammodo, pubblicato il 14 settembre 2026.Blog

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