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RENTRI e FIR digitale: cosa cambia tra il 15 e il 16 settembre 2026

FIR digitale e RENTRI: le date del 15 e 16 settembre, i soggetti interessati e tre verifiche da fare prima del prossimo ritiro.

Contenitore viola per rifiuti, tablet con formulario, foglio e penna.

Per gli iscritti al RENTRI, il portale ufficiale indica il 16 settembre 2026 come data di obbligatorietà del FIR digitale. Il 15 settembre è invece l’ultimo giorno del periodo in cui è consentita l’alternativa cartacea. Le due date non vanno confuse con la decorrenza delle sanzioni sulla trasmissione dei dati, fissata al 15 settembre.

Perché si parla sia del 15 sia del 16 settembre

La comunicazione RENTRI del 31 marzo chiarisce il calendario del passaggio: fino al 15 settembre gli iscritti possono scegliere il formato ammesso nel periodo transitorio; dal 16 settembre il formulario digitale diventa obbligatorio per gli iscritti. Non è una norma annunciata oggi: questa guida del 14 settembre serve a preparare il passaggio imminente. Fonte: calendario operativo RENTRI.

La comunicazione del 3 marzo precisa separatamente che le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati dei formulari si applicano dal 15 settembre. Richiama l’articolo 13 del decreto-legge 200/2025, convertito nella legge 26/2026. Non significa che dal 15 settembre scatti indistintamente qualsiasi sanzione per qualunque impresa. Fonte: chiarimento RENTRI su carta e sanzioni.

A chi serve questo controllo

Il primo punto è verificare la posizione della tua attività rispetto all’iscrizione e ai rifiuti gestiti. Essere titolare di una partita IVA, da solo, non permette di stabilire l’obbligo. Un’officina, un laboratorio e uno studio possono avere situazioni diverse: descrivi al consulente ambientale l’attività concreta, i rifiuti prodotti e il percorso di gestione.

Il formato scelto dal produttore o detentore coinvolge anche trasportatore e destinatario. La comunicazione sul calendario ricorda inoltre che la stampa di un FIR digitale non lo sostituisce: un foglio stampato non rende cartacea una procedura nata digitale.

Tre verifiche prima del prossimo ritiro

Controlla chi prepara il formulario, chi può firmarlo e chi segue gli eventuali problemi. Concorda questi ruoli con chi ritira i rifiuti, senza aspettare che il mezzo sia già davanti all’attività.

Verifica l’accesso agli strumenti necessari e fai una prova organizzativa con chi li utilizzerà. Annota il referente da contattare, il dispositivo disponibile e dove reperire le istruzioni aggiornate. Per un disservizio, consulta gli avvisi ufficiali e le procedure applicabili: non improvvisare un ritorno alla carta.

Tieni infine distinti i documenti ambientali dai documenti economici. La fattura del servizio di smaltimento serve a ricostruire la spesa, ma non prende il posto del formulario. In una cartella di lavoro puoi collegare i riferimenti della prestazione ai relativi documenti, mantenendo chiara la funzione di ciascuno.

Un esempio pratico

Prima del ritiro programmato dopo il 15 settembre, il titolare di un laboratorio può preparare una breve scheda interna: operatore incaricato, contatto del trasportatore, strumenti da usare e documenti da conservare. È un promemoria organizzativo, non un formulario alternativo. Per le scadenze economiche del servizio, puoi affiancarlo a uno scadenzario clienti e fornitori.

Scritto da Redazione ammodo, pubblicato il 14 settembre 2026.Blog

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