Nuova Sabatini 2026: domanda, CUP e fatture da controllare
Nuova Sabatini 2026: come si presenta la domanda e perché il CUP va controllato sulle fatture di acconto e saldo.

Una PMI che vuole acquistare macchinari, impianti, attrezzature, hardware o software può valutare la Nuova Sabatini. Il passaggio che spesso crea problemi è documentale: la domanda ha un percorso preciso e le fatture dell’investimento devono riportare il CUP secondo le istruzioni della misura.
Come parte la domanda
Il modulo si compila nella piattaforma ministeriale, si firma digitalmente e si invia via PEC alla banca o all’intermediario finanziario aderente scelto dall’impresa. La banca esamina la richiesta di finanziamento e trasmette al Ministero la domanda con la propria delibera. Non basta comprare il bene e chiedere il contributo a posteriori.
La pagina ufficiale del MIMIT sulla presentazione delle domande descrive il percorso e mette a disposizione moduli e istruzioni aggiornati. Il Ministero ha inoltre annunciato un rifinanziamento da 650 milioni per il 2026–2027: la presenza di risorse non equivale comunque all’approvazione di ogni singola pratica.
Perché il CUP conta
Il codice unico di progetto identifica l’investimento agevolato. Prima che il fornitore emetta fatture di acconto o saldo, comunica il codice e verifica le modalità di indicazione previste dalle istruzioni ministeriali. Un documento incompleto può complicare la richiesta di erogazione del contributo.
Per tenere in ordine la pratica prepara una cartella con domanda, PEC, delibera, contratto di finanziamento, ordine, fatture, pagamenti e documentazione di consegna. Controlla che descrizione del bene, importi e intestazione siano coerenti lungo tutta la catena. Se il fornitore ha già emesso una fattura, non correggerla “a mano”: chiedi alla banca o al consulente quale procedura documentale applicare.
