TFR 2027: aumentano davvero le tasse sulla liquidazione?
TFR 2027: il nuovo testo unico conserva la clausola di salvaguardia. Le norme verificate e i controlli utili per imprese e lavoratori.

Il nuovo testo unico delle imposte sui redditi non cancella la clausola di salvaguardia sulla tassazione del TFR. L’articolo 21, comma 11, conserva il riferimento alle aliquote e agli scaglioni del 2006 quando risultano più favorevoli. Il riordino normativo, da solo, non dimostra quindi che dal 2027 la liquidazione sarà più tassata.
Da dove nasce il dubbio sul TFR 2027
Il 14 settembre la stampa fiscale ha ripreso il dibattito sulla sorte della clausola di salvaguardia nel nuovo TUIR. Il problema nasce dal leggere la sostituzione dei riferimenti normativi come se comportasse necessariamente la perdita del beneficio. La domanda è attuale, ma il provvedimento non è stato annunciato oggi: è il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117. Fonte: ricostruzione del dibattito su Informazione Fiscale.
Per valutare una notizia di questo tipo bisogna cercare dove sia stata ricollocata la regola, oltre a controllare quali disposizioni vengano sostituite. È proprio il confronto con il testo ufficiale a risolvere il dubbio.
Che cosa dice la disposizione ufficiale
L’articolo 21 disciplina le indennità di fine rapporto e di fine servizio. Il comma 11 mantiene, per le somme individuate dalla disposizione, l’applicazione delle aliquote e degli scaglioni vigenti al 31 dicembre 2006 se più favorevoli. Non introduce una percentuale unica valida per ogni liquidazione. Il comma 1 descrive inoltre il calcolo e la successiva riliquidazione dell’imposta da parte degli uffici finanziari. Fonte: Gazzetta Ufficiale, articolo 21.
L’articolo 377 stabilisce che le disposizioni del testo unico si applicano dal 1° gennaio 2027. Questa decorrenza va distinta dalla data in cui il decreto è stato pubblicato. Fonte: Gazzetta Ufficiale, articolo 377.
Che cosa controllare se gestisci una piccola impresa
Se un dipendente chiede quanto riceverà, parti dal prospetto elaborato da chi segue le paghe. Tieni separati importo lordo maturato, anticipazioni già erogate, ritenute e netto stimato. Un numero comunicato senza specificare se sia lordo o netto può creare aspettative sbagliate.
Prima di inserire l’uscita nella previsione di cassa, concorda con il consulente importi, documentazione e data di pagamento. Conserva la versione del conteggio utilizzata: se viene aggiornata, sarà più facile capire che cosa è cambiato.
Per esempio, una piccola azienda che prepara una cessazione può raccogliere in un unico fascicolo il prospetto del TFR, le anticipazioni e le indicazioni del consulente. È una base di lavoro più utile di un calcolo costruito applicando al totale una percentuale letta sui social.
Le conclusioni da evitare
La conferma della clausola non significa che ogni lavoratore riceverà esattamente lo stesso netto in qualunque situazione. Il risultato personale richiede un calcolo sui dati del rapporto. Allo stesso modo, una notizia sul TFR non è una ragione sufficiente per anticipare dimissioni o pagamenti.
Questa verifica riguarda la tassazione della liquidazione. La scelta sulla destinazione del TFR è un tema distinto: per il versante documentale delle nuove assunzioni abbiamo preparato anche la guida al modulo TFR3.
